I Castelli Malatestiani: un itinerario suggestivo fra storia e leggende

Rocca Malatestiana di Cesena
G. Senni – Archivio fotografico Provincia Forlì

 

I Castelli Malatestiani in Romagna. Quale periodo migliore dell’estate per girovagare fra i castelli, le rocche e le cittadelle che testimoniano l’antico potere signorile che dominava le realtà urbane della Romagna, fra Cesenate e Montefeltro?

Il nostro itinerario comincia proprio a Cesena, città che fiorì sotto la signoria dei Malatesta. A Cesena la Rocca Malatestiana, voluta da Galeotto I Malatesta, faceva parte di un ampio sistema di fortificazioni che circondava la città. Oggi la Rocca si caratterizza non soltanto per la mole maestosa, ma per i camminamenti panoramici e le torri interne, oltre che per gli eventi culturali e i concerti che spesso vi si organizzano.

Il percorso prosegue verso Santarcangelo, che conserva la sua originale struttura di borgo fortificato medievale includendo un’affascinante Rocca dotata di un’alta torre. Tappa seguente Rimini, dove Sigismondo Malatesta fece costruire, coadiuvato da Brunelleschi, il celebre e bellissimo Castel Sismondo, che è possibile esplorare attraverso le numerose stanze, le corti, il mastio.

Lasciata la città, ci dirigiamo nell’entroterra, dove due piccoli borghi, edificati su altrettanti speroni di roccia, dominano la vallata circostante dall’alto dei loro imponenti castelli: si tratta di Montefiore Conca e di Verucchio. Proprio quest’ultima fu la culla della dinastia Malatesta, guidata in origine dal “Mastin Vecchio” narrato da Dante stesso. Da entrambi si ammira un panorama mozzafiato che offre una duplice vista sulla piana riminese da un lato e sul crinale appenninico dall’altro.

Per chiudere in bellezza, si può fare tappa (anche di notte) per una visita guidata al suggestivo Castello di Montebello. Oltre che per gli splendidi ambienti e i magnifici arredi d’epoca, il Castello è celebre per la leggenda di Azzurrina. Si narra infatti che nel 1375 Uguccione, feudatario di Montebello, avesse una figlia albina a cui la madre tingeva i capelli per nascondere questa particolarità; tuttavia i capelli reagirono al pigmento diventando azzurri. La bambina, ancora molto piccola, scomparve un giorno senza lasciare traccia e da allora si dice che il suo spirito torni spesso a visitare il castello, facendo echeggiare la sua voce infantile nei corridoi…

Numerosi gli spunti che vi abbiamo fornito, non resta che scegliere tra i Castelli Malatestiani quello… più vicino a voi!


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