Scegliere la giusta bottiglia di vino: ecco qualche suggerimento.

Una cena romantica? Un meeting? Un aperitivo fra amici? Un momento intimo solo per te?

Se devi acquistare una bottiglia di vino, ma non sei certo del risultato, il primo consiglio che mi sento di darti è di affidarti alla tua Enoteca di fiducia: sicuramente troverai tutte le opzioni più adatte alle tue esigenze, alle tue tasche e in caso di idee precise sul menù di una cena o di un evento, il tuo negoziante di fiducia saprà consigliarti anche per abbinamenti cibo-vino, mai troppo scontati.

 

 

Ma se proprio ti trovi nella situazione di non poterti affidare alla tua enoteca, allora ecco qui qualche riflessione utile alle tue valutazioni:

L’annata di un vino.

Tra i fattori fondamentali che determinano la qualità di un vino c’è l’annata della vendemmia. Il vino è un prodotto naturale della terra e quindi la sua bontà deriva dall’andamento di più fattori, soprattutto climatici che cambiano di anno in anno. Il clima è dunque un fattore particolarmente incidente: l’alternanza tra caldo di giorno e fresco di sera è ottimale in quanto di notte le piante svolgono il processo inverso della fotosintesi che si chiama respirazione. Se di notte fa molto caldo, la pianta respirerà di più, consumando i suoi profumi, gli aromi e gli zuccheri prodotti. A seconda del vino che scegli di acquistare, verifica l’annata che ha ottenuto più punteggi (ci sono tante pagine web che puoi consultare).

La gradazione alcolica.

Non commettere l’ errore di pensare che più un vino sia alcolico, più abbia valore. La qualità di un vino è data dall’insieme di più fattori e il titolo alcolometrico è una nota nella “carta di identità” del vino. Certamente la maggior presenza di alcool contribuisce alla struttura del vino: il calore alcolico è infatti una componente in grado di rafforzare il corpo di un vino. La glicerina, naturalmente presente nel vino, regala morbidezza e rotondità. Ma come detto prima, non è la sola gradazione che rende qualitativo un vino, ma l’equilibrio tra morbidezze e durezze, dunque l’armonia.

L’abbinamento cibo-vino.

Se conosci il Menù al quale abbinare il vino che vai acquistando, puoi tenere a mente qualche nozione base utile a non uscire fuori pista. Abbinare un vino ad una determinata portata, infatti, garantirà una totale esaltazione dei sapori, sia del piatto che del vino stesso. Gli abbinamenti classici sono quelli che vedono il vino bianco con il pesce, o il vino rosso con la carne, piatti strutturati con vini maggiormente corposi e piatti leggeri con vini delicati. Ma non è tutto così scontato.

Secondo l’Associazione Italiana Sommelier, l’abbinamento vino-cibo segue regole ben precise; infatti, per stabilire quali vini abbinare a determinati tipi di alimenti, ha elaborato e condiviso un metodo analitico e completo. Quest’ultimo si basa sul principio di concordanza e di contrapposizione per permettere di trovare un equilibrio perfetto tra i sapori del cibo e del vino (metodo Mercadini) . I dolci si abbinano per concordanza, quindi dovremmo scegliere un vino dolce; perciò sbagliamo quando prediligiamo uno spumante qualsiasi per accompagnare il dessert a fine pasto.

Il criterio della contrapposizione si mette in atto con:

– Piatti grassi, ai quali dovremmo associare vini dalla buona acidità o frizzanti;

– Piatti appetitosi, ovvero quelli che fanno venire la cosiddetta “acquolina in bocca”, vanno bilanciati con alcol e tannini che “asciugano”;

– Piatti sapidi, tendenti all’amaro o acido, si abbinano a vini morbidi.

Superando le classiche regole che vogliono i vini rossi con la carne, i vini bianchi con il pesce e le bollicine per le feste, non esistono leggi assolute ma solo vini che stanno bene con una specifica ricetta. Alla fine una regola fondamentale c’è: l’abbinamento più giusto è quello che piace a te e a chi con te condivide il piacere di bere.

In ultimo, ma non per ultimo, leggi l’ etichetta. A parte quella frontale, che può essere artistica e più o meno accattivante, troverai indicazioni importanti circa: denominazione del vino, nome dell’imbottigliatore, paese di produzione, grado alcolico, quantità di vino contenuta nella bottiglia, presenza o meno di solfiti e lotto. E anche notizie interessanti sull’ affinamento e su eventuali abbinamenti consigliati.

Giulia Tellerini

 

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