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Lòm a Mêrz 2022, i fuochi magici dell’antica tradizione contadina

Lòm a Mêrz

Lòm a Mêrz

Nel 2022 torna a rivivere l’antica tradizione dei Lòm a Mêrz (i lumi di marzo). La Romagna, una terra storicamente vocata all’agricoltura, ogni anno alla fine di febbraio perpetua gli antichi riti propiziatori. Una specie di fuochi magici, che gli antenati accendevano per scongiurare la malasorte e le avversità meteorologiche.

Le origini

I falò propiziatori erano un’usanza con la quale si intendeva celebrare l’arrivo della primavera e invocare un’annata favorevole per il raccolto nei campi, ricacciando il freddo e il rigore dell’inverno. Un significato preciso: incoraggiare e salutare l’arrivo della bella stagione, bruciando i rami secchi e i resti delle potature.

Ogni anno, negli ultimi tre giorni di febbraio e nei primi tre di marzo, ci si radunava nelle aie, si intonavano canti e si danzava intorno ai fuochi (al fugarèn), mangiando, bevendo e soprattutto divertendosi.

Il 2022

Lasciato alle spalle lo stop imposto dalla pandemia, nel 2022 la tradizione si ripete, dopo il tramonto, dal 26 febbraio al 3 marzo, nelle aie delle case di campagna in vari comuni delle Provincie di di Ravenna, Forlì e Bologna. La tradizionale manifestazione,  si svolgerà comunque, nel rispetto delle limitazioni imposte dalla situazione sanitaria.

Il programma prevede 6 giornate dedicate ai Fuochi che si svolgeranno nelle aie di aziende agricole, agrituristiche, in ristoranti e altri luoghi della cultura rurale. L’accensione dei Lumi, è un richiamo ad andare in campagna per conoscere la terra, le piante, gli animali, i cortili, gli orti, i giardini. Un’occasione per guardare la luna e le stelle scaldandosi attorno al fuoco e facendo amicizia con chi la terra la vive ogni giorno.

La manifestazione

L’edizione 2022 propone il tema: “La Biodiversità nelle terre di Romagna”. Una “biodiversità culturale” che racchiude anche una “biodiversità agricola”, risultato delle interazioni tra la selezione naturale e quella messa in atto dall’uomo, intimamente associata agli usi, alle conoscenze, ai costumi, ai dialetti e alle ricorrenze che la comunità rurale ha sviluppato nei secoli e che intende continuare a proteggere.

Nella Terre di Romagna, infiniti sono oggi gli esempi di ricerca e sostenibilità delle specie vegetali autoctone: il Carciofo Moretto di Brisighella, lo Scalogno di Romagna, i vitigni Burson, Centesimino e Famoso, il melograno Grossa di Faenza, l’olio EVO di Brisighella, la pesca Buco incavato, l’albicocca Reale di Imola, la pera volpina, le mele selvatiche, il gelso, i marroni e altri “frutti dimenticati”.
Senza dimenticare le razze autoctone di animali: la razza suina Mora Romagnola, Il bovino di razza bianca Romagnola, il pollo, il colombo e il tacchino Romagnolo.

All’interno della “biodiversità culturale” le antiche e nuove tradizioni contadine si rimescolano con la sapienza dell’artigianato rurale e ispirano la vena creativa dell’artista e del poeta e tutti insieme contribuiscono a creare il “Paesaggio rurale”. Fin dal principio l’uomo che lavora la terra ha avuto bisogno della abilità e della genialità dell’artigiano che ha saputo, con le proprie mani, dar forma agli strumenti più idonei e più funzionali.

Anche quest’anno in numerose aie di aziende agricole, agriturismi e non solo, saranno accesi grandi falò attorno ai quali si svolgeranno iniziative e incontri sulla tradizione e la cultura contadina romagnola, fra balli, spettacoli, mostre, presentazione di libri. Durante le serate sarà possibile degustare vini e cibi tipici dell’enogastronomia della Romagna.

Programma della manifestazione

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“Il Lavoro dei Contadini”

La manifestazione è organizzata da un gruppo di Imprenditori Agricoli riuniti in un’Associazione denominata “Il Lavoro dei Contadini”. L’associazione ha come obiettivo quello di promuovere il territorio, valorizzando i prodotti tipici, e recuperando le tradizioni, l’arte e la cultura contadina.

I valori della tradizione rurale vengono promossi attraverso una serie di iniziative che, in base alle occasioni e agli eventi, coinvolgono anche altre aziende agricole, artigiani, artisti e istituzioni ed enti come nel caso di “Lòm a Mêrz”.

Per informazioni:
Il Lavoro dei Contadini Faenza (Ra)
Cell. 339.4939961
E-Mail | Web |

 


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