Il brodo di giuggiole e le frecce di Cupido

CupidoOggi, nel giorno di San Valentino, vi vorremmo parlare di un modo di dire legato al cibo che non potrebbe essere più azzeccato per la Festa degli Innamorati: “andare in brodo di giuggiole”.

Sicuramente l’avrete utilizzato tante volte, ma conoscete il vero significato? Il detto ha origini molto antiche. Deriva dalla piacevolezza del brodo di giuggiole, decotto dall’alto contenuto zuccherino che, quando viene degustato, rappresenta una gioia per il palato.

Ora, che questa originale “tisana” è caduta un poco in disuso, è rimasto il senso figurato dell’espressione che va ben oltre il piacere provato dalle papille gustative. Andare in brodo di giuggiole, dal portale del Sapere Treccani, significa “gongolare per la gioia, uscire di sé dalla contentezza”. Quella sensazione di felicità e beatitudine che si prova di fronte alla persona amata, quando siete stati colpiti dalla freccia di Cupido, aggiungo io.

La potremmo considerare analoga a quando si usa dire “sento le farfalle nello stomaco”, a dimostrazione che l’amore e il cibo sono in qualche modo collegati.

Ma vi ricordate quando è stata l’ultima volta che avete provato questa meravigliosa sensazione?
Passati i vent’anni, siamo sinceri, ne abbiamo un po’ perso le tracce e anche il brodo di giuggiole, vero o figurato che sia, ha acquisito un altro sapore.
Nell’era 2.0 anche il corteggiamento da parte di ambo i sessi ha cambiato il modo di esprimersi. Tra Facebook, Whatsapp e altri surrogati digitali, si è perso il sapore della semplicità : da una frase sussurrata sottovoce guardandosi negli occhi a un semplice fiore vero, lasciato sul parabrezza della macchina in un giorno qualunque, fino ad un romantico tramonto guardando insieme le nuvole colorare il cielo.

Se volete davvero stupire chi vi sta a cuore trovate il tempo di fargli sentire le vostra presenza con un abbraccio, altrimenti potrebbe pensare che, prendendo a prestito il titolo di un famoso film, la verità è che non gli piacete abbastanza!

RaT