Il Chiosco di Bacco di Poggio Torriana: un’evoluzione mai finita!

Il Chiosco di Bacco - Poggio Torriana - Interno

 

Vino pregiato e carne proveniente dalle aziende del territorio: cura del dettaglio, dall’accoglienza, alla location, alla pasticceria.
Il denominatore comune è la voglia di migliorarsi sempre, per offrire un’esperienza rilassante e appagante.

Ecco la formula che ha permesso a Il Chiosco di Bacco a Torriana, nato come una piadineria ormai 25 anni fa, di ampliarsi e diventare una trattoria ricercata con un forte legame alla tradizione romagnola.
“Abbiamo aperto come un chiosco il
1° Maggio 1996 da un’idea del babbo di Daniela – racconta Roberto, il titolare – poi noi due ci siamo messi insieme, abbiamo iniziato a lavorare qui, ci siamo sposati… Siam partiti con la passione e lo abbiamo portato a essere un ristorante”.

La cosa di cui Roberto va più fiero, e ne ha ben donde, è l’attenzione dedicata nel creare gli spazi ideali per i Clienti che vogliono trascorrere una serata speciale: un giardino verdissimo, la veranda, il Gazebo e l’interno con le vetrate e il soffitto il legno, e al posto tavola eleganti tovaglie bianche.
Ambienti realizzati nel tempo da Roberto in prima persona e che oggi, accompagnati dalla musica ambiente e dalle luci, danno vita ad un’
atmosfera suggestiva nella quale immergersi per andare alla scoperta del menù.

 

Il Chiosco di Bacco - Poggio Torriana - Gazebo

La proposta gastronomica, basata principalmente sulla carne a km zero (più qualche particolarità come il prosciutto Pata Negra o il manzo di Kobe) è affidata alle mani di Christian, la cui la carriera di chef è iniziata proprio qui, quando fu assunto nove anni fa, appena diciottenne.

Chef Christian propone una cucina stagionale, con frequenti fuori menù per dare spazio alla creatività. Sperimentando, è nato uno dei piatti più apprezzati del ristorante: spaghetto Mancini con acciuga del Cantabrico, tartare di Marchigiana e aglio nero. Il sogno suo e di Roberto –  scambiato spesso per il padre – è di mantenere fissi solo i piatti che raccontino la loro storia, quelli maggiormente legati alle origini, e proporre dei menù degustazione “alla cieca”, convincendo i clienti ad affidarsi completamente alla loro arte culinaria.

Ad attirare persone da tutto il Nord e dal centro Italia non è solo il sapore romagnolo che si cela dietro piatti rivisitati, ma anche la cantina del Il Chiosco di Bacco: oltre 500 etichette, la maggior pare italiane ma con qualche tappa francese e tedesca. Una passione che Roberto condivide con Simone, sommelier di terzo livello e maître di casa, spesso stimolata dalla stessa clientela: “Facciamo anche serate particolare con delle degustazioni, con le nostre annate vecchie facciamo anche le verticali. Sapere che gli appassionati vengono qui a parlare di vino con competenza e eleganza, mi spinge a migliorarmi come sommelier”.

Insomma, Roberto non si accontenta, cerca sempre di perfezionarsi e di trasmettere la propria filosofia ai giovani che lavorano con lui: La ristorazione non significa solo ‘fare prodotti buoni’. Ci vuole la simpatia, l’ospitalità, la capacità di spiegare bene le cose. Ma io so che, quando io e Daniela siamo fuori, i miei ragazzi lavorano bene come se fossi lì con loro”.

Al Chiosco di Bacco l’evoluzione continua!


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