Il raperonzolo: un ortaggio spontaneo da riscoprire

Piadina con il raperonzolo

 

Ho più volte parlato delle erbe spontanee commestibili, mi sono però dimenticata completamente di spendere due parole riguardo al raperonzolo. Sarà forse perché è meno conosciuto delle altre erbe.

In ogni caso si tratta di un ortaggio selvatico commestibile da tenere in considerazione. Del raperonzolo, infatti, si utilizza proprio tutto: fiori, foglie e anche la radice. Per questo motivo, in alcune regioni poco fertili, è chiamato anche “ortaggio dei poveri”. La radice assomiglia a una carota, ma diversamente da questa è più piccola e di colore bianco. Grazie all’alto contenuto di inulina, ha un sapore dolce e gradevole che somiglia alla nocciola. Foglie e fiori hanno invece un gusto leggermente amarognolo e un leggero profumo di bosco.

Pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Campanule, il raperonzolo cresce spontaneamente sulle colline forlivesi, ai bordi delle strade di campagna. Si riconosce dai lunghi fusti sottili, che possono raggiungere anche il metro di altezza, dai fiori violacei e dalla radice bianca e carnosa, una sorta di “piccola rapa”.

Un tempo questa pianta era molto ricercata anche per usi medicinali: essendo dotata di proprietà antisettiche e antinfiammatorie, la si usava soprattutto in decotto per gargarismi contro il mal di gola. Oggi il raperonzolo è poco utilizzato come pianta medicinale, mentre è ancora apprezzato come ortaggio, tanto più che lo si può coltivare benissimo anche nel proprio orto.

Le prime ad essere raccolte sono le rosette basali delle foglie, che si mangiano crude in insalata. Poi viene il turno delle radici che si consumano cotte, da sole o assieme alle foglie, e condite come tutte le altre radici. Quando faranno la loro comparsa, si potranno gustare anche i fiori. Queste graziose campanelle si possono includere nell’elenco dei fiori commestibili che, con le loro variopinte corolle, rendono gradevoli alla vista le “misticanze” esaltandone anche il sapore.

In Romagna del raperonzolo si  mangiano prevalentemente le foglie a crudo: condite con olio, aceto e sale, oppure utilizzato per farcire le piadine calde, perché possa sprigionare al meglio il suo gusto tipico.


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