Il sole bacia l’uva e la vendemmia è da sogno

Uva Sangiovese

 

In molti la chiamano già la vendemmia delle vendemmie. A qualcuno potrà sembrare esagerato, ma la lunga estate calda e l’inverno non troppo rigido hanno permesso una perfetta maturazione dell’uva. Dolce e succosa, abbonda nei vigneti, i grappoli sono maturi e brillano sotto al sole.

Questo è il momento dell’anno che i coltivatori aspettano con ansia, tutto è pronto, i lavori sono già cominciati da giorni, ma senza troppa fretta, viste infatti le condizioni favorevoli le grosse quantità d’uva sono state lasciate a riposare ancora un po’. Si è iniziato con gli Chardonnay e i Cabernet e i primi risultati sono soddisfacenti.

La Romagna è in festa e questo appuntamento continua ad essere un’allegra tradizione contadina, scandita da giornate di duro lavoro, accompagnate però da canti, risate e racconti di aneddoti passati. I macchinari affiancano la mano dell’uomo, ma l’esperienza e la conoscenza della terra sono qui risorse di primaria importanza.

I profumi dell’uva e del mosto si diffondono nell’aria, avvolgendo in un via vai continuo gli uomini e le donne che caricano e poi svuotano le ceste. Ogni gesto è compiuto pensando al prodotto finale, un vino doc, amato in Italia e all’estero, un fiore all’occhiello di questa regione.

Ormai da giorni l’entusiasmo è contagioso e le cantine e i consorzi sono in fermento, si fanno previsioni e si stima che questa possa essere una delle migliori annate di sempre. I conto alla rovescia è partito e nelle prossime due settimane la parola d’ordine sarà una sola: vendemmiare.

Romagna a Tavola ha fatto un giro per vigneti e i campi, da Rimini a Ravenna, cercando di carpire qualche anticipazione su ciò che si degusterà nei prossimi mesi. La risposta è stata ovunque la stessa: “sarà una vendemmia che ricorderemo con il sorriso sulla faccia”. Anche Dario Gualdi, presidente della cooperativa riminese C.T.R., che fornisce con i suoi 16 ettari di vigneto i colli romagnoli e Predappio, non ha dubbi: “Questi vini saranno un tuono – afferma con ironia – sarà un anno da annuari”.

C’è un’ottima quantità di uva e una buona gradazione: “per quanto riguarda il riminese è tutto superiore, anche nel cesenate e nel ravennate sta andando benissimo –  sottolinea Gualdi –. Possiamo certamente dire che si preannuncia un vino da buongustai, profumato e da assaporare ad ogni sorso”.

La raccolta proseguirà fino al 15 ottobre: “abbiamo le raccolte di Merlot, Cabernet, Cagnina, Sangiovese e chi ha l’uva buona aspetta ancora qualche giorno così aumenta lo zucchero e sale di un grado. Il Merlot che abbiamo già raccolto è sui 14 gradi e mezzo, per gli altri vini saremo dagli 11 gradi e mezzo fino ai 12 e mezzo”.

La quantità sta soddisfacendo tutti i coltivatori, si stima che sarà all’incirca come nel 2013: 100/110 quintali a ettaro.

Impressioni positive anche per Gian Carlo Mondini, ex presidente Ais: “L’uva è sana, ha colore e ha una buona carica aromatica. E’ stata ed è decisiva l’escursione termica fra giorno e notte. Quest’anno avremo un 10% in più di produzione”.

Nel ravennate sono state raccolte le uve precoci, fra cui Chardonnay, Albana, Pinot, e fra Faenza, Modigliana, Russi e Bagnacavallo si prosegue fino a metà ottobre. Si entra nel vivo dell’attività e a questi volumi così importanti non si può che brindare, ottima infatti la quantità e i parametri qualitativi.

Giordano Zinzani, presidente del Consorzio Vini Romagna, evidenzia come il 2015 registrerà un recupero del +15% nella produzione enologica rispetto al calo che c’era stato nel 2014 in seguito alle piogge. Il maltempo aveva danneggiato in particolare Forlì, Cesena e Ravenna. Grazie alla primavera quasi estiva e a un’estate da record in Romagna si stapperà con orgoglio un vino da veri intenditori!


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