La bionda di Santarcangelo… una cipolla come nessuna!

Cipolla da acqua - Santarcangelo

Dal fiume Marecchia, in provincia di Rimini, da tempo immemore, si dipartono dei canali pieni d’acqua, indispensabili per il funzionamento dei mulini tra Poggio Berni e Santarcangelo. Noi in Romagna li chiamiamo volgarmente “fosse”.

La cipolla da acqua

I contadini però utilizzano questa acqua anche per le coltivazioni e a Santarcangelo sopravvive una produzione di nicchia che non deve essere dimenticata: la cipolla da acqua.

Numerose le iniziative che si sono susseguite nel corso degli ultimi anni per portare attenzione su un prodotto locale che entra a pieno titolo nella dieta delle nostre zone. Oltre ad essere ottima consumata cruda, insieme al radicchio all’interno di una piadina calda e fumante, rappresenta la base di numerosi altri piatti. Ricordiamo la Zuppa di cipolle o le Tagliatelle con verdure di stagione, cipolla di Santarcangelo e pomodoro fresco, oppure la famosa marmellata di cipolle.

Iniziative e pubblicazioni

L’ultima iniziativa promozionale in ordine di tempo si è svolta lo scorso autunno con il concorso “La cipolla in barattolo”. Iniziativa promossa dalla pro loco di Santarcangelo per incoraggiare il consumo di questo prodotto tipico del territorio.

Forse non tutti sanno però che esiste  anche una pubblicazione in suo onore: “La biònda ad Santarcanzal ad rumagna” – edita dal gruppo Passioninsieme ed acquistabile presso l’Ufficio Turistico (IAT). Uno scritto che, tra la funzione didattica e quella divulgativa, raggiunge lo scopo di incuriosire e divertire in puro stile santarcangiolese.

Nel piatto, o in versi, non ci resta che dire in autentico dialetto romagnolo… bôna la zvòla!

RaT