La carne si può mangiare? e quanta?

Carne alla brace

La Romagna, terra di antiche tradizioni, terra del Sangiovese e della Piadina, terra dell’antica razza suina – la Mora Romagnola – sembra non volere farne a meno della classica “pida e parsot” e ora, come non mai, il tema “carne si o carne no”, è uno tra i più dibattuti e vede contrapporsi i più accaniti tradizionalisti ai rivoluzionari e sempre più emergenti vegetariani\vegani.

Senza voler entrare in questioni etiche, che preferiamo lasciamo alla coscienza di ognuno, guardiamo la questione dal punto di vista del nostro benessere: la carne si può mangiare? E quanta?

Questo alimento è una fonte proteica ad alto valore biologico, ovvero le sue proteine sono facilmente utilizzabili dall’organismo e risultano essere ottimali in termini quantitativi, qualitativi ed di rapporto reciproco degli amminoacidi essenziali. Quanto appena detto va però considerato in stretta relazione alla variabilità della specie, del taglio e alle condizioni di allevamento dell’animale considerato.

Le proteine sono essenziali, non solo per chi fa sport, ma sono necessarie e fondamentali per il nostro organismo (produzione di ormoni, enzimi, neurotrasmettitori, anticorpi, rinnovo cellulare, coagulazione del sangue, contrazione muscolare…).

Le proteine vegetali, al contrario della carne, non hanno un profilo amminoacidico completo ovvero presentano, in base alla specie, carenze di uno o più amminoacidi essenziali. Per questo motivo un’alimentazione prettamente vegana (priva di qualsiasi proteina di origine animale) dovrebbe essere controllata, per non andare incontro a carenze amminoacidiche. Tuttavia, abbinando correttamente tra loro differenti proteine vegetali si può compensare la carenza dei vari aminoacidi limitanti.

A questo punto, in una ipotetica partita sarebbe 1 – 0 a favore della carne. Ma proseguiamo…

Un altro punto a favore della carne è insito nel valido aiuto che offre nel contrastare la più comune malattia carenziale del mondo: l’anemia da mancanza di ferro. La carne presenza un contenuto in ferro decisamente superiore rispetto a quello degli alimenti di origine vegetale, ma non solo, il ferro presente nella carne, viene assorbito in proporzioni nettamente superiori (circa 3 volte maggiori), rispetto a quello dei vegetali.

Fonte di vitamina B12, aiuta a mantenere sane le cellule nervose ed i globuli rossi ed è anche necessaria per sintetizzare il DNA. Possiamo dire che i vegetali sono quasi privi di questa vitamina, per questo spesso in una dieta che esclude prodotti animali è necessario monitorare una possibile carenza di questa vitamina. Aggiungiamo a quanto appena detto che la carne sembra un alimento eccezionale, e credetemi lo è. In realtà non è tanto il consumo o meno di carne a fare la differenza, quanto un adeguato consumo inserito in uno stile di vita corretto che comprenda regolare attività fisica, peso nella norma e astinenza da fumo/alcool.

Sempre più approfonditi studi però, hanno dimostrato come la carne, già incriminata per essere tra gli alimenti a più alto contenuto di colesterolo, sia anche sospettata nell’aumentare l’incidenza di alcuni tipi di tumore.

Le conclusioni del progetto EPIC (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition), un grande studio coordinato dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC), mettono in evidenza una relazione diretta tra quantità di carne, uova o latticini consumati e rischio di sviluppare cancro al colon e per quanto riguarda la carne lavorata (insaccati, carne in scatola) carcinoma mammari. Il quantitativo settimanale di consumo varia a seconda dell’età, del sesso, dell’accrescimento, dei livelli di attività fisica svolti, e di alcuni altri parametri.

In conclusione io ritengo che la carne sia un valido alimento se mangiato con intelligenza, in quantità ridotte sempre a seconda delle indicazioni del proprio medico e di esperti nutrizionisti che tengano conto delle caratteristiche individuali.

Scegliete prodotti di qualità, accertatevi della provenienza acquistandola da allevatori di fiducia perché più pericoloso della carne in sé, è l’alimentazione degli stessi animali allevati!


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