La “crio-banana” e la ricerca in campo alimentare

Banana Monge
Interessandomi di cibo, mi capita spesso di curiosare tra le notizie per trovare nuovi spunti da condividere. Quello di cui sto per parlarvi mi ha lasciato un po’ perplessa.

La “crio-banana”

Ebbene, per le banane si apre una nuova frontiera. Tutto merito della ricerca giapponese che ha messo a punto una nuova tecnica, la Freeze Thaw Awakening, una metodica che prevede congelamento, scongelamento e risveglio del banano.
Il frutto così ottenuto si chiama banana Monge. Dal sapore dolcissimo è coltivata senza l’uso di pesticidi, più nutriente rispetto al frutto ‘tradizionale’ e anche più piccola, 18 grammi contro i 24,8 grammi di media. Contiene molto più zucchero con un retrogusto tropicale simile a quello dell’ananas

Una rivoluzione

Una vera rivoluzione perché i banani solitamente crescono ad una temperatura che si aggira intorno ai 27 gradi. L’azienda giapponese coltiva le piante congelate a -60 °C, poi le ripianta in ambienti in cui sono esposte ad una temperatura di 27 °C. Uno sbalzo che consente ai banani di crescere più velocemente, offrendo un frutto dalla buccia molto morbida, dolce e sottilissima.

Non sono contraria alla ricerca e al progresso, ma sinceramente avrei preferito che gli sforzi della ricerca in campo alimentare fossero stati impiegati dare migliore nutrimento a chi non ne ha e non per creare nuovi prodotti costosi che saranno appannaggio di pochi…