La fiera dei becchi (e delle buone forchette)

Fiera di San Martino - Santarcangelo

 

Piramidi di salsicce, cipolle e peperoni sfrigolanti, verdure gratinate di ogni sorta, fettone di porchetta, eserciti di polli allineati in fila sui loro spiedi. E poi vin brûlé ad annaffiare cartocci di caldarroste, fiumi di cagnina e Sangiovese per migliaia di cassoni verdi e rossi, ma soprattutto piadine, piadine, piadine… e ancora piadine. Se Gargantua e Pantagruel si fossero presi la briga di scendere in Romagna durante una delle loro scorribande, sarebbero di certo passati a Santarcangelo durante la fiera di San Martino, organizzata ogni anno attorno all’11 novembre.

Nata secoli e secoli fa per la compravendita del bestiame, la fiera di San Martino è oggi un immenso mercato a cielo aperto che invade strade, vicoli e piazze di uno dei più suggestivi borghi d’Italia. Dei tempi antichi è rimasta solo qualche traccia qua e là: una sagra nazionale dei cantastorie, per esempio, ma soprattutto un paio di monumentali corna bovine appese all’arco dedicato a papa Clemente XIV, nella centralissima piazza Ganganelli. Un addobbo insolito che è costato alla manifestazione il soprannome poco ambito di fiera dei “becchi” o, per dirla in italiano, dei cornuti.

Quest’anno l’appuntamento si rinnova da sabato 7 a mercoledì 11 novembre 2015 (giorno di San Martino appunto) e le occasioni per i golosi non mancano. I più impazienti si getteranno sulle osterie ambulanti e sugli stand che propongono cibo di strada, o magari si lasceranno tentare dagli ipercalorici dolci da luna park: mandorle tostate, croccanti, caramelle, crepes, gaufres, frittelle, bomboloni… per citarne solo alcuni, in ordine sparso di apporto glicemico. Anche i palati più consapevoli però non si possono lamentare. In questo paese dove la cucina romagnola è sacra, a contendersi lo scettro della tagliatella migliore sono in molti: dallo storico Ristorante Zaghini all’elegante Lazaroun, dalla celebrata Sangiovesa alla popolare Trattoria Renzi di Canonica, a qualche chilometro dal centro. Per pranzare in un buon locale c’è solo l’imbarazzo della scelta, ma meglio prenotare in anticipo vista l’affluenza del periodo.

Passeggiando tra uno stand e l’altro, i tradizionalisti non perderanno occasione di assaggiare un bicchiere di cagnina, vino dolce e pungente di stagione, mentre i curiosi possono contare sull’ampia di offerta di prodotti tipici delle diverse regioni italiane. Le bancarelle con lampascioni pugliesi, norcineria umbra o cannoli siciliani spuntano un po’ ovunque per la città, ma consigliamo di puntare dritti verso piazza Marini. Qui infatti è allestita la Casa dell’autunno, una grande mostra mercato dove si possono trovare specialità di ogni regione, dai tartufi al miele, dall’olio al formaggio, dalle conserve al vino novello. Gargantua e Pantagruel, del resto, sarebbero d’accordo: squacquerone e ciccioli non si discutono, ma perché limitarsi? Anche ’nduja, strudel e pecorino sardo non sono niente male.

Qui allegato in PDF la mappa della Fiera con il piano parcheggi

Mirko De Paoli