La primavera, le uova e come vivono e galline

Uova

 

Vi siete mai chiesti perché in primavera è tutto un fiorire di frittate e ricette che tra gli ingredienti hanno le uova? È presto detto: questo è il periodo migliore per consumarle.

Simbolo di fertilità e di rinnovamento vitale per eccellenza, nel periodo della primavera-estate le galline depongono le uova seguendo i ritmi solari e, essendo le giornate più lunghe, ce ne sono in abbondanza. Naturalmente, stiamo parlando di uova di galline allevate in maniera biologica, non di quelle allevate in gabbia! Quando scegliete le uova, infatti, meglio acquistare quelle biologiche o ancora meglio direttamente dal contadino.

Se però le comperiamo nella grande distribuzione come facciamo a capire come sono state allevate le galline?

C’è un metodo infallibile, basta saper leggere l’etichetta. Si controlla la sigla che si trova sulla confezione oppure stampigliata sopra all’uovo stesso. Qui, oltre alla data di scadenza, sono presenti le informazioni che ci consentono di capire di che tipo di allevamento si tratta.

In particolare è fondamentale il primo numero (0,1,2,3). Lo zero indica galline allevate con il metodo biologico. Il numero uno contraddistingue gli allevamenti all’aperto, il due gli allevamenti a terra e il tre l’allevamento in gabbia o batteria.
Questi numeri sono poi seguiti dal codice IT (Italia) e da quello identificativo dell’allevamento di provenienza.

Ma vediamo più nel dettaglio come sono organizzati i differenti tipi di allevamento.

Allevamento biologico, codice 0
Nell’allevamento biologico, le galline dispongono di un estesa zona dove pascolare e di stagni. Nel pollaio (un riparo coperto) sono presenti anche dei galli. Il mangime di cui si cibano queste galline è esclusivamente di origine biologica. Non sono ammessi additivi per favorire la crescita, amminoacidi sintetici, mangimi modificati geneticamente e farine di pesce. Anche i pulcini devono provenire da allevamenti biologici.

Allevamento all’aperto, codice 1
Le galline hanno a disposizione un ricovero coperto e un’area di pascolo. Per ogni ettaro a cielo aperto possono essere tenuti un massimo di 2.500 polli: ogni singolo animale ha a disposizione circa 4 m². Non ci sono vincoli riguardo alla tipologia di mangimi, quindi queste galline possono essere alimentate con sostante chimiche per favorire la deposizione delle uova, farine di pesce (vale a dire ossa e carcasse di pesce essiccate e ridotte in polvere) e altro.

Allevamento a terra, codice 2
Il termine “allevamento a terra” è forviante perché in questo tipo di allevamento le galline sono rinchiuse in grandi capannoni. Si tratta di una sorta di grande gabbia dove in un metro quadro di superficie ci sono ammassate almeno sette galline. La deposizione delle uova avviene in nidi comuni, non ci sono vincoli sul tipo di mangime con cui alimentarle.

Allevamento in gabbia o batteria, codice 3.
È senza dubbio, l’allevamento più intensivo. In questo tipo di allevamento sono ammesse 14 galline per ogni metro quadro di superficie, uno spazio davvero al limite dell’umano. Le galline sono chiuse in gabbia, in grossi capanni dove viene usata luce artificiale per stimolare la deposizione delle uova.

Detto questo potete capire che le uova non sono tutte uguali…

Se vi state chiedendo come sarebbe meglio cucinarle, ecco qui qualche suggerimento.
Noi vi consigliamo di seguire dei metodi semplici, lasciando il tuorlo morbido e fondente e, state tranquilli, che non provocano un aumento del colesterolo, ormai numerosissimi studi smentiscono questa falsa credenza. Al contrario il colesterolo presente nelle uova svolge un ruolo fondamentale nell’assorbimento della vitamina D ed è importante per il mantenimento di un buon equilibrio endocrino e metabolico. Il modo migliore per gustarle? Cuocetele al vapore, in camicia o à la coque” e abbinatele agli asparagi o agli agretti, vegetali tipicamente primaverili e dalle straordinarie capacità detossificanti.


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