La Vigilia di Natale in Romagna tra storia e tradizioni culinarie

Anguilla marinata

 

Sicuramente saprete che, secondo la tradizione, il 24 dicembre è il giorno in cui si mangia “di magro”. Ma forse alcuni non ne sanno il motivo. Iniziamo con il chiederci perché la vigilia di Natale si mangia il pesce. Per rispondere a questa domanda è obbligatorio attingere alla religione cristiana e riportare l’orologio indietro nel tempo.

La vigilia di Natale, per la religione cattolica, è uno dei momenti più sacri dell’anno e il divieto di mangiare carne non è altro che un richiamo a consumare cibo austero, in segno di rispetto e di devozione. La carne un tempo, rappresentava l’unico cibo di lusso, consumato saltuariamente, in occasione delle feste.

Anche la Romagna, terra di antiche tradizioni, ha da sempre celebrato con rispetto il giorno della Vigilia e le attenzioni riguardavano anche la tavola. La storia racconta che gli adulti, in passato, digiunavano; mentre ai bambini era concesso mangiare qualcosa, ma sempre senza esagerare. E se non si digiunava, per scelta o per necessità, si cenava “di magro”. Consumare carne la Vigilia infatti, equivaleva ad un vero sacrilegio che nessuno, nemmeno gli atei più incalliti, si sognava di commettere.

E oggi? In tempi moderni, nonostante la carne non sia più considerata un bene di lusso, c’è ancora chi ama rispettare la tradizione. Alcuni, però, con il pretesto delle feste natalizie, si dedica ai piaceri conviviali come se fosse un vero e proprio lavoro restando con i piedi sotto il tavolo almeno 3 giorni di seguito!

Con il tempo il rito del digiuno si è infatti trasformato in golosità e chi meglio della Romagna può rispecchiare questa tendenza? Protagoniste della sera del 24 dicembre le ricette di pesce. Per un pasto gustoso degno di nota, nel piatto avremo l’anguilla marinata, in segno di buon augurio, e frittelle di baccalà.

Le azdore di Romagna, dopo un attento e scrupoloso lavoro, portano in tavola tutto il sapore del mare. Calamari, baccalà, cozze, vongole (servite con la pasta) e pesce arrostito, tra cui cernia o dentice. Ma non mancano mazzole, scorfano, seppie, sogliole e pregiate canocchie, servite su una base di olio, aglio, cipolla, vino e pepe.

Da non dimenticare il buon vecchio brodetto che, nato come piatto povero dei pescatori dell’Adriatico, da servire insieme a del pane abbrustolito, risulta oggi il trionfo di pesce più gustoso che ci sia.

Ma se sulla scelta di consumare carne o pesce si può chiudere un occhio, c’è una regola alla quale non è possibile sottrarsi:  i regali si aprono dopo cena, allo scoccare della mezzanotte!

Buona Vigilia a tutti dalla Redazione!


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