Le Saline di Cervia… riserva naturale ed economica!

Saline di Cervia al tramonto

 

Le origini delle Saline di Cervia, le più settentrionali d’Italia, sono antichissime e risalgono addirittura agli Etruschi; il legame tra la città romagnola ed il sale è talmente forte e radicato che diversi studiosi sostengono che addirittura abbia dato il nome alla città. “Cervia” infatti potrebbe derivare dal toponimo latino “Acervus” che indicava cumulo – i mucchi di sale delle saline.

Oltre al famoso “Sale di Cervia” il Parco delle Saline è conosciuto per l’eccezionale ricchezza naturale e faunistica che si è venuta a creare sugli 827 ettari di territorio caratterizzato dalla bassa profondità delle acque e l’elevato grado di salinità (150 per 1000)

Dal 1979 il patrimonio ambientale delle Saline di Cervia è tutelato come Riserva Naturale, in quanto ospita numerose specie protette, tra cui bellissimi fenicotteri rosa, molto ricercati da visitatori ed escursionisti. Dal 1999 un decreto del Ministero delle Finanze, che deteneva il controllo delle saline, ne ordinò la chiusura per scarso rendimento, ma un accordo siglato nel 2003 tra il Monopolio di Stato e il Comune di Cervia stabilì la completa cessione delle saline alla città cervese, che il 26 agosto 2002 diede vita all’ente “Società Parco Salina di Cervia”, avente lo scopo di valorizzare le saline non solo dal lato economico ma anche da quello paesaggistico ed ambientale.

Il metodo di raccolta del sale è rimasto pressoché immutato per secoli, fino a quando nel 1959 il sistema di produzione è divenuto industriale e sono state installate le vasche di evaporazione e raccolta.

Da tale periodo il sistema industriale a raccolta unica ha sostituito quello artigianale a raccolta multipla, così le 144 piccole saline allora in funzione, sono state raggruppate in una decina di grandi bacini estrattivi. Attualmente viene utilizzato il metodo a “bacini differenziati” che consiste nel separare i diversi sali fino ad ottenere cloruro di sodio ad elevato grado di purezza. Alla fine dell’inverno si procede allo svuotamento dei bacini dalle acque piovane. In aprile l’acqua salata viene immessa dal mare e viene in parte raccolta nelle vasche deposito e in parte pompata in quelle di evaporazione permettendo così il deposito dei metalli pesanti e dei sali meno solubili. I solfati vengono in sequenza immessi nei bacini di terza e quarta evaporazione e alla fine nei bacini salanti, dove a fine agosto si deposita il cloruro di sodio che viene raccolto e confezionato dopo essere stato sottoposto al lavaggio.

Solo nella Salina Camillone la raccolta avviene ancora con metodi artigianali del sale per mezzo di attrezzi in legno. Questa “piccola” salina, con un’estensione relativamente ridotta, una superficie evaporante di mq. 21.181 ed una superficie salante di mq. 2.650, che è sfuggita alla modernizzazione produce oltre 1000 quintali all’anno di sale di altissima qualità, molto richiesto ed apprezzato dagli intenditori, la cui raccolta avviene circa due volte a settimana nel periodo compreso tra giugno e settembre. Il sale della “Camillone” è stato insignito del 2004, del titolo di presidio Slow Food.

Il sale di Cervia, in particolare quello della Salina Camillone, è oggi riconosciuto come tra i migliori d’Italia ed è molto ricercato non solo in cucina, dove è utilizzato nella produzione di Sali aromatici e speziati, ma anche per l’arricchimento di acque termali e sali da bagno.


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