Riscoprite i sapori dimenticati alla Sagra della Pera volpina

Pera Volpina

 

In concomitanza con la manifestazione dedicata alla  Melagrana grossa di Faenza  Grani e Melograni – si svolge un’altra manifestazione sempre dedicata ad un  frutto della nostra terra, la Sagra Pera Volpina, che come il corbezzolo e le giuggiole appartiene ai cosiddetti frutti dimenticati, tanto cari al poeta e scrittore Tonino Guerra.

Vecchia coltivazione di pero presente in Romagna da oltre 1 secolo, questa pianta era spesso utilizzata come sostegno lungo i vecchi filari di viti (pergoletta romagnola). Attualmente la troviamo in vicinanza di vecchie case di campagna, in mezzo a vecchi vigneti e, in alcuni casi, ancora in mezzo ai boschi, oggi abbandonati, dove un tempo il terreno risultava coltivato.

È una pianta molto rustica che si adatta facilmente ai vari tipi di terreno, preferendo quelli profondi, freschi, fertili, riuscendo però a sopravvivere e a sviluppare anche sui terreni aridi. Nelle colline di Casola Valsenio, di Brisighella e di Riolo Terme, sono state trovate piante di oltre 60 anni di età, questo dimostra la longevità della specie.

E proprio a Brisighella, il 10 novembre 2019, avrà luogo una Sagra in onore della pera volpina che, assieme ad altri prodotti tipici di questa terra, quali la patata detta “la bianca di Torre Cavina” e il fagiolo nero di Croce Daniele (formaggio pecorino reso più appetitoso con foglie di felci e noci) verrà esposta e messa in vendita nelle caratteristiche bancarelle del centro storico. Un’occasione per riscoprire i sapori della nostra tradizione rurale, quando i prodotti che oggi non sono adatti al consumo di massa, facevano stabilmente parte della dieta dei nostri nonni.

Tornando alla pera volpina, è di forma rotonda, la buccia è rugosa e color ruggine, al suo intero la polpa è dura, croccante e granulosa. È adatta ad essere consumata principalmente cotta o sotto forma di confettura, gustosa e aromatica, che si abbina perfettamente con il formaggio di Brisighella.
La tradizione vuole che venga utilizzata come ingrediente per un’altra specialità tipica romagnola: il “savor”. Si tratta di una confettura contadina originariamente preparata dopo la vendemmia, facendo bollire il mosto con i frutti autunnali, come appunto le pere, le mele, oltre a frutta secca, canditi e ortaggi come la zucca. Il savor è l’accompagnamento ideale di bolliti, arrosti e carne rossa in generale o della polenta, ma nulla vieta che la si gusti anche da sola.


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