Vi presentiamo le mariette, custodi dei segreti della piadina e della pasta fatta in casa

Mariette Casa Artusi

Marietta Sabatini era l’insostituibile cuoca e governante di Pellegrino Artusi. In suo onore, a Forlimpopoli è nata da qualche anno l’associazione della Mariette (marchio registrato dal Comune), le cui volontarie danno un contributo fondamentale nel tramandare l’amore per la cucina casalinga e le tecniche di realizzazione di icone gastronomiche come la piadina romagnola e la pasta tirata con il matterello. A Casa Artusi abbiamo incontrato Corrada, una volontaria che ci spiega cosa significa essere una marietta.
“La marietta è nata dopo diversi studi su Pellegrino Artusi. La figura che ci ha ispirato è quella di Marietta Sabatini, che era la sua cuoca, la sua domestica, la tuttofare. Abbiamo pensato che alcune donne di casa avessero voglia di ripetere questa esperienza e insegnare le cose che si fanno a casa nostra. Come del resto insegna l’Artusi, che veniva regalato a tutte le spose, un gesto per avvicinarle alla cucina”.

Quando è nata l’associazione delle Mariette?
“Il gruppo è partito nel 2007, su iniziativa del Comune di Forlimpopoli. Noi siamo tutte volontarie e l’associazione è non profit; accediamo a Casa Artusi e collaboriamo ai corsi di cucina. Oggi siamo circa 130 iscritte: 40 circa lavorano nei corsi, altre fanno ricerche antropologiche, altre ancora eventi di beneficenza. Collaboriamo anche con Slow Food”.

Età?
“Un po’ tutte, ma soprattutto sopra i cinquant’anni. Sono anche quelle che ricordano meglio quando la cucina era un rito quotidiano. Oggi è diventato impossibile perché tutti lavorano. Quindi è normale che ci siano più donne attempate. Però molte giovani frequentano i corsi; e anche tanti uomini”.

Confermate, quindi, che la cucina interessa sempre di più gli uomini?
“Nell’ultimo corso di piadina su venti persone le donne erano solo sei. Poi molti uomini sono single, quindi per forza di cose si devono interessare alla cucina. Quelli che vengono ai nostri corsi sono comunque molto attenti, fanno un sacco di domande. Giovedì abbiamo avviato il primo corso di piadina del 2015 e c’era un entusiasmo enorme, con gruppi di ragazzi che arrivavano da Padova e Genova. La piadina ha un’appeal incredibile”.

In che tipo di corsi a Casa Artusi vengono impiegate le mariette?
“Per la piadina e per la pasta tirata col matterello. Proponiamo dei corsi di tre giorni, su tre settimane. Cerchiamo di far capire bene i gesti da compiere, senza fretta. Facciamo tirare una sfoglia da due uova, in modo da non far fare troppa fatica. Si insegnano i tagli, le paste colorate, quelle ripiene. Le persone si appassionano, si danno degli obiettivi. Quando si fanno i cappelletti, poi, i corsisti sono davvero entusiasti! Tutto quello che viene fatto qui viene, poi, portato a casa, con grande soddisfazione di tutti”.


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