Grani Antichi: Un Convegno Globale per la Conservazione e la Valorizzazione

Cosa contraddistingue i cosiddetti “grani antichi”? Questa domanda ha stimolato il dibattito tra esperti provenienti da 31 nazioni, riuniti a Bologna dal 13 al 15 giugno per la “1st International Conference of Wheat Landraces for Healthy Food Systems”. Per tre giorni, il convegno ha approfondito le caratteristiche agronomiche, nutrizionali e benefiche per la salute delle varietà di grano tradizionali. Un tempo relegati a una nicchia di mercato, apprezzati soprattutto da agronomi e ricercatori, questi grani hanno conquistato progressivamente le nostre tavole. Che si tratti di una moda passeggera o di una scelta consapevole, è innegabile il loro crescente successo nel settore alimentare. Generalmente, si definiscono “antichi” quei grani che non hanno subito i processi di ibridazione introdotti a partire dalla seconda metà del secolo scorso, i quali, pur incrementando la resa e le proprietà tecnologiche delle varietà moderne, hanno spesso ridotto il valore nutrizionale. Organizzata da KAMUT®, IFOAM e Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, con il patrocinio del MIPAAF (Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali), del Comune di Bologna, della Regione Emilia Romagna e della SIA (Società Italiana Agronomi), la conferenza ha attirato un pubblico eterogeneo per provenienza, formazione e ruolo professionale. Scienziati, agronomi, biologi, agricoltori, panettieri e dirigenti di aziende alimentari hanno contribuito a una discussione multiforme su grani antichi, ricerca, salute, nutrizione, agricoltura sostenibile e nuove opportunità di mercato. Il convegno si è articolato in sei sessioni tematiche. La sessione “Wheat” ha evidenziato il prezioso lavoro di numerosi agricoltori da tutto il mondo, impegnati nella raccolta e conservazione delle numerose “landraces” (varietà tradizionali eterogenee), per evitarne la scomparsa a causa delle coltivazioni intensive di varietà moderne. La sessione “Economic and Market Perspective” ha illustrato come i grani antichi possano generare nuove opportunità economiche e collaborazioni tra agricoltori e produttori locali. Infine, la sessione “Nutritional and Medical Considerations” ha fornito ulteriori conferme sulle superiori qualità nutrizionali e salutistiche dei grani antichi rispetto alle varietà moderne. Un momento cruciale del convegno è stato il confronto sulla definizione stessa di “grano antico”, “landrace” e termini correlati. Data la complessità dell’argomento, non si è raggiunto un consenso univoco, ma è stato avviato un lavoro più ampio che si concluderà nei prossimi mesi con la pubblicazione di un documento di sintesi sul Journal of the Science of Food and Agricolture. La conferenza si è conclusa con una visita ai campi sperimentali dell’Università di Bologna, dove sono coltivate 236 diverse accessioni di grani antichi provenienti da varie parti del globo. Ideata da Bob Quinn, pioniere del biologico e Presidente di Kamut International ltd e Kamut Enterprises of Europe bvba, la Prima Conferenza Internazionale sui Grani Antichi ha rappresentato un’importante occasione di approfondimento su un tema di crescente rilevanza per la cultura salutistica, dalla produzione alimentare al benessere e alla medicina.

Redazione

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