I Grani Antichi in Romagna. Curiosità e benefici dei grani biologici e naturali

Grani antichi

 

I Grani Antichi in Romagna. Al giorno d’oggi siamo tutti abituati a consumare la tradizionale farina di grano tenero bianca di tipo 0 oppure 00, con la quale prepariamo pane, pasta, dolci, eccetera.

Quello che dimentichiamo è che questa farina è il risultato di un grano selezionato, modificato e incrociato nel corso dei secoli per favorire la coltivazione intensiva e la produzione su larga scala a scapito del potere nutritivo degli alimenti e dunque, indirettamente, a scapito della salute.

Per questo si stanno gradualmente riscoprendo i grani antichi!

Per “grani antichi” si intendono varietà di grano rimaste genuine e autentiche come erano in origine, che non hanno subito alcuna modificazione da parte dell’uomo. Tra questi è notissimo ormai il canadese Kamut, ma anche l’Italia ha diverse varietà da riscoprire, e la Romagna in particolare.

Attorno alle campagne di Oriolo dei Fichi, nel faentino, gli agricoltori stanno attuando un importante progetto di valorizzazione della biodiversità, recuperando tre antiche varietà di grano quasi scomparse, il Gentil Rosso, l’Ardito e il Senatore Cappelli.

Mentre il Molino Pransani, situato a Sogliano al Rubicone, è attivo dal 1910 ed è noto come uno dei migliori produttori italiani di farine da grani antichi. Maniacale nella sua ricerca dell’alta qualità, macina esclusivamente grani antichi e biologici a pietra e cilindri.

Notevole anche l’iniziativa dell’azienda riminese Bio’s, la cui “Farina dei Grani Antichi di Romagna” è il risultato dell’incontro di dieci varietà di grani antichi, biologici e locali, tutti coltivati e colti nel cuore della Romagna, fra Sogliano e Mercato Saraceno: Rieti, Gentil Rosso, Inallettabile, Frassineto, Verna, Marzotto, Abbondanza, Mec, Centauro e Belvedere.

I grani antichi presentano, rispetto alle farine bianche tradizionali, numerosi vantaggi. In primo luogo non hanno subito alterazioni genetiche e sono meno soggetti a raffinazione dato che vengono lavorati con la macinazione a pietra. Questo permette al grano di mantenere intatte le proprietà nutrizionali e di garantire un maggior equilibrio fra amido e glutine, risultando più leggeri e digeribili. Evitano inoltre l’insorgere di intolleranze grazie alla ridotta quantità di glutine.

Da un punto di vista organolettico, i grani antichi hanno sfumature di odori e sapori che sono irraggiungibili per il grano industriale. Il loro consumo può inoltre aiutare i coraggiosi piccoli produttori locali, che sfidando il mercato dominante, ottengono prodotti di grande qualità nonostante i maggiori tempi di lavorazione, i rischi e sforzi. Preferire un grano antico significa anche tutelare la biodiversità e l’imprescindibile valore storico e culturale delle nostre origini… assaggiateli l’ambiente e la vostra salute ringrazieranno!


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