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La marineria di Cesenatico

La marineria di Cesenatico

I pescatori sciolgono gli ormeggi quando ancora la cittadina dorme e ogni giorno, dal lunedì al venerdì, escono dalle 40 alle 50 imbarcazioni.

Un’antica tradizione si tramanda in un groviglio di reti, nel vento che taglia la faccia, aspettando i primi raggi del sole e respirando la brezza marina. Le innovazioni tecnologiche rendono questo lavoro meno duro di un tempo, ma quando l’uomo si misura con il mare ad entrare in gioco sono la forza fisica, l’esperienza e l’umiltà: il mare va ascoltato e rispettato, è lui a dettare i tempi e le condizioni.

La distesa azzurra ha regalato a Cesenatico una risorsa d’eccellenza e il mercato ittico cesenaticense è fra i più dinamici della riviera e in prima linea a livello regionale. Inoltre, questa realtà ha ottenuto la certificazione di qualità ISO 9002, un importante step per quella che è una delle attività principali del territorio insieme al turismo. Sono oltre 200 gli addetti impiegati solo per la pesca, ma il numero sale più del doppio se si considera tutta la filiera del settore.

In questa perla della Romagna sono praticati quasi tutti i tipi di pesca presenti nel Mediterraneo. Specialità di questo specchio d’acqua è il pesce azzurro e in questa stagione, fra settembre e ottobre, non si possono perdere triglie e canocchie. L’Adriatico offre anche mazzancolle, seppie, cefali, crostacei, molluschi, sgombri e altre tipicità, tutte da assaggiare e acquistare al mercato oppure ordinare nei numerosi ristoranti, scontato citare i tanti che si affacciano sul porto canale.

La marineria di Cesenatico è un orgoglio della Romagna, vanta una flotta di circa novanta imbarcazioni, 75 appartenenti a imprese del Comune e altre 15 provenienti da porti delle vicinanze.

I pescherecci sono soprattutto di piccole dimensioni, le prime uscite si registrano fra le sei e le sette miglia nello specchio di mare di fronte alla Romagna. Nel caso in cui le reti non siano però del tutto piene i pescatori possono spingersi fino a otto o nove miglia. Pazienza e tempestività sono le doti necessarie: si lanciano le reti si attende e ci si sposta di volta in volta nelle parti più pescose. In mare si fa squadra e i pescatori individuati i banchi si avvisano fra loro.

La pesca qui si divide in due sistemi: divergente e volante. Grazie alla pesca divergente si catturano ad esempio scampi, sogliole, merluzzi e calamari. Questo sistema si pratica con una imbarcazione singola col traino di una rete a forma di cono, con la parte superiore dotata di galleggianti e quella inferiore di piombi così da aderire al fondale.

La volante è invece la tipologia adottata per la pesca a mezz’acqua, vengono utilizzati due natanti in coppia che calano una rete da traino, una tecnica usata per il pesce azzurro, ovvero alici, sarde, suri, cefali.

L’Adriatico è un mare ricco che ogni anno offre migliaia di tonnellate di pesce, si stimano circa 30mila quintali di pescato, per un volume di affari da milioni di euro.

Nel 2014, evidenzia Gabriele Teodorani, direttore del Mercato Ittico di Cesenatico, “è stato venduto circa un milione e mezzo di chili di pesce, un dato già registrato nel 2013”.

La nuova stagione è appena iniziata e ogni mattina l’avventura in mare si ripete per i tanti pescatori che con fatica e passione tornano a riva con le barche cariche di prelibato pesce.

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