Cinque consigli per limitare il consumo di sale a tavola

Sale alimentare

 

Con oggi si conclude la Settimana mondiale per la riduzione del consumo alimentare di sale.

Consumo di sale a tavola

I dati raccolti nel nostro paese evidenziano ancora una volta che gli italiani, a tavola, ne consumano in quantità eccessiva. Ad essere coinvolti non sono unicamente il 90% degli adulti, anche il 91% di bambini e adolescenti, tra i 6 e 18 anni, ne assumono una quantità maggiore dei 5 grammi giornalieri raccomandati dall’Organizzazione mondiale della salute (Oms).

Il sale occulto

Provare a ridurne il consumo è un obiettivo sfidante, soprattutto perché il 75% del sale che consumiamo è “invisibile”. Questo significa che è contenuto anche in cibi all’apparenza insospettabili. Gli esperti individuano tra i cibi a più alto contenuto di sale quelli acquistati nei negozi: pane, prodotti da forno, prodotti caseari e salumi. Ma anche la carne già cotta e tagliata a fette, tra cui gli apparentemente innocenti tacchino e roastbeef. Pure la nostra amata pizza è da annoverare tra i prodotti contenenti sale nascosto: una fetta può contare fino a 760 mg di sale.

Cinque azioni concrete

Ecco quindi cinque azioni concrete da intraprendere per ridurre il consumo di sale fino al valore massimo raccomandato dall’Oms.

– La prima è quella di scolare e sciacquare verdure e fagioli in scatola e mangiare più frutta e verdure fresche.

– Poi provare a diminuire gradualmente l’aggiunta di sale ai propri piatti preferiti, in modo da far adattare il palato al nuovo gusto.

– Per cucinare e dare sapore, al posto del sale meglio usare erbe, spezie, aglio e limone.

– Mettere il sale e le salse salate lontano dalla tavola, in modo da non far prendere ai giovani l’abitudine di aggiungere sale.

– Infine controllare le etichette dei prodotti alimentari prima di acquistarli, per scegliere quelli a minor contenuto di sale.

BaT