La piada fritta e i suggerimenti dei lettori di Romagna a Tavola

Piadina Fritta

 

Numerosi lettori della pagina Facebook di Romagna a Tavola mi hanno fatto notare che dalle nostre parti le crescentine non esistono. C’è però la piada fritta. Quindi, o la mia memoria si inganna e quello che mangiavo da bambina non era una crescentina bensì una piada fritta, che ancora oggi si può gustare in numerosi chioschi sparsi per la Romagna, oppure l’omino che le vendeva non era romagnolo!

In ogni caso, un gentile lettore – Mario –  mi ha fornito la sua ricetta  della piada fritta che qui vi riporto. Ricordate però che il buon risultato dipende anche dal tipo di farina che utilizzate.

Ingredienti:

1 kg di farina 0,
200 g di strutto o olio extravergine di oliva,
un cucchiaino abbondante di sale,
un cucchiaino abbondante di bicarbonato (c’è chi adopera il lievito per torte salate)
acqua naturale o gassata quanto basta per un impasto elastico

Preparazione

Amalgamate tra loro gli ingredienti fino ad ottenere un impasto liscio ed elastico. Lasciare riposare in una ciotola coperta con della pellicola trasparente per un’ora. A questo punto  preparate delle palline di impasto grandi quanto le piade che volete friggere. Per la frittura utilizzare un olio alto oleico di girasole (ha un punto di fumo più alto degli altri oli per fritture) e tirate l’impasto come per fare una piada, alta tre millimetri o di più a seconda della croccantezza che desiderate.
Immergete in olio caldo 170° e friggete, girando la piada quando la parte immersa prende colore. Scolate con una ramaiola poi una volta asciutta passare in carta gialla o assorbente per alimenti.


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