La Piadina in Romagna: varianti a confronto

La Piadina dei Fratellli Maioli

 

La domanda è sempre la stessa: le piadine di Romagna sono tutte uguali?
La risposta è invariabilmente “NO”.

Non vogliamo qui entrare qui nella diatriba di quale piadina sia quella più tradizionale, per quello, c’è già la piadina IGP, che non ha accontentato nessuno.

Chi di piadina se ne intende, però, può affermare con cognizione di causa che ci sono moltissime varianti locali, e persino, familiari, come ovviamente accadde per tutti i piatti tipici di lunga tradizione.

Possiamo fare una prima distinzione tra la piadina che si prepara nel “Cesenate” e quella del  e“Riminese”: riguarda lo spessore e la dimensione.

Tradizionalmente, la piadina consumata lungo la costa (nella zona tra Riccione e Rimini) è più sottile e più larga di quella consumata nell’entroterra, che prevede uno spessore fino a 3 mm e un diametro da 23 a 30 cm.
Per la piadina di Cesena e dintorni, inclusa la riviera, è previsto invece uno spessore da 4 ai 10 mm e un diametro inferiore, dai 15 ai 30 cm.

Se guardiamo lo spessore, dunque, la più bassa è quella di Riccione, leggermente più alta è la piadina Rimini, più alta e grossa è quella di Forlì Cesena, in ultimo c’è sicuramente la piadina ravennate: insomma man mano che si scende a sud la piadina abbassa lo spessore.

I punti fermi sono gli ingredienti? Forse sì forse no. Quelli base di certo: acqua, farina, sale. Poi c’è chi aggiunge un pizzico di bicarbonato e lo strutto o usa il latte al posto dell’acqua. Insomma tutto è personalizzato e personalizzabile, anche per quanto riguarda l’impasto…

Sta di fatto che la piadina è il nostro pane, e se non la mangiamo almeno una volta alla settimana ne sentiamo la mancanza!


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