Latte vaccino: una fonte preziosa di benessere

Latte vaccino

 

Se dovessimo pensare a qualcosa che accomuna tutti noi, una delle prime cose che ci verrebbe in mente è che tutti beviamo o abbiamo bevuto latte. Il latte materno è il primo alimento che consumiamo quando nasciamo, è uno dei primi ricordi che abbiamo, specialmente per i neonati costituisce un alimento completo indispensabile per una crescita sana. A noi essere umani il latte piace così tanto da essere gli unici mammiferi a continuare a consumarlo anche dopo lo svezzamento sostituendo quello materno al latte vaccino.

È infatti la bevanda universalmente più diffusa, ovviamente dopo l’acqua. È l’alimento base per tutti i popoli e le culture ai quattro angoli del globo e ingrediente fondamentale per migliaia di ricette di tutto il mondo.

Forse proprio perché così importante è da molto tempo al centro di controversie e dibattiti accesi tra sostenitori e detrattori, sono molte le notizie che circolano sul latte, soprattutto negli ultimi anni grazie alla diffusione massiva in rete. Le informazioni che vengono fornite al riguardo sono tante e disparate, alcune vere altre imprecise o fuorvianti, altre assolutamente sbagliate.

Proprio per questo è necessario fare chiarezza e mettere nero su bianco i miti da sfatare più diffusi sul latte vaccino:

 

Il latte vaccino in età adulta, o comunque dopo i tre anni, fa male.

No, non è vero che il latte fa male, anzi, soltanto non è particolarmente indicato per coloro che sviluppano un’intolleranza al lattosio. Crescendo infatti, la lattasi, ossia l’enzima responsabile del corretto assorbimento degli zuccheri del latte, inizia progressivamente a diminuire e con lei la nostra capacità di digerire il latte, per questo è importante ridurne la quantità che assumiamo o eliminarlo solo nei casi in cui insorga una vera e propria intolleranza, per evitare fastidiosi disturbi gastrointestinali.

Fortunatamente sono disponibili in commercio vari tipi di latte delattosato, ossia privi di lattosio, che possono quindi essere consumati tranquillamente da chi soffre di intolleranze, non è più necessario dover rinunciare ai benefici che può apportare o semplicemente alla sua bontà.

Includere il consumo di latte vaccino tra le abitudini alimentari è necessario per le sue tante virtù benefiche per l’organismo. Come è risaputo, è un’ottima fonte di calcio ed è vero che non si tratta dell’unica fonte, come sostengono in molti, poiché è contenuta in altri alimenti come i fagioli o i broccoli, ma è altrettanto vero anche che questi non possono essere considerati come validi sostituti perché il calcio del latte da solo riesce a soddisfare la metà del fabbisogno giornaliero oltre ad essere molto più facile da assimilare per il corpo umano rispetto a quello contenuto nei vegetali.

Il latte è una preziosa risorsa di fosforo e vitamine, in particolare la E, A e K e, come già accennato, contiene inoltre la caseina, una proteina che, insieme alle proteine del siero del latte, ha un alto valore nutritivo e contribuisce a dare un senso di sazietà, per questo è particolarmente adatto ad essere consumato di mattina, quando ci prepariamo ad affrontare la giornata.
È stato dimostrato inoltre che la caseina contribuisce alla prevenzione dell’osteoporosi, in quanto aiuta a rinforzare e proteggere le ossa, specialmente nelle donne.

 

Il latte porta all’obesità.

Non è vero che il consumo quotidiano porta a problemi di sovrappeso o obesità. È vero però che il latte è un alimento che, oltre ad essere ricchissimo di sostanze nutritive, possiede anche un discreto contenuto di grassi, per cui come ogni alimento, se consumato in quantità eccessive contribuisce all’aumento di peso corporeo. La dose consigliata per l’assunzione quotidiana è di circa 200 ml al giorno in età adulta, sempre se anche il consumo di derivati del latte come ad esempio formaggi e yogurt è moderato. È da specificare che il latte contiene acidi grassi saturi che in realtà aiutano a mantenere il controllo del peso e fanno bene al nostro organismo perché fonte preziosa di nutrimento per le cellule dell’intestino.

 

Il latte favorisce il cancro alla prostata.

Il falso mito forse più grave che riguarda il latte, e in particolare la caseina in esso contenuta, è che la sua assunzione possa portare all’insorgere del cancro alla prostata. Si tratta di un’idea del tutto infondata poiché priva di qualsiasi base scientifica, non è stato riscontrato alcun legame tra l’assunzione quotidiana di latte e la possibile comparsa del cancro. È stato invece recentemente dimostrato che fornisca un valido contributo nella prevenzione e nella protezione contro un altro tipo di cancro, quello del colon.

Alla luce di queste informazioni sembra perfettamente calzante la definizione che viene spesso usata per nominarlo, viene spesso chiamato infatti “oro bianco” per le sue numerose virtù e, a differenza di tanti altri “ori”, è l’unico ad essere a basso costo e quindi alla portata di tutti, è anche per questo che è così diffuso. La sua importanza è tale da essersi meritato persino una giornata mondiale promossa dalla Fao con il preciso obiettivo di divulgare informazioni corrette e quindi proteggerlo in quanto alimento prezioso per la sopravvivenza e per il miglioramento delle condizioni di vita dell’uomo.