Osteria del Vicolo Nuovo, una storia al femminile plurale

Osteria del Vicolo Nuovo - Imola

 

Osteria del Vicolo Nuovo. In un vicolo al centro di Imola, all’interno di un Palazzo storico ex scuola secentesca dei Gesuiti, da oltre 30 anni la ristorazione imolese sta scrivendo una pagina tutta declinata al femminile.

La storia del locale ha inizio nel 1984. Ambra Lenini, da sempre appassionata di cucina, con alle spalle l‘esperienza de ‘I tre scalini’ affermata osteria imolese di fine anni ’70, apre l’Osteria del Vicolo Nuovo con due suoi amici. Un locale nuovo con una importante selezione di vini che già nel 1989 gli varrà il 1° Premio come migliore cantina dell’Emilia Romagna da parte di A.I.S.

Quando dopo qualche anno gli amici iniziali prendono un’altra strada Ambra, costituisce un trio completamente al femminile, facendosi affiancare da Rosa Tozzoli (già aiuto a I tre scalini) e la giovane cuoca Stefania Baldisarri. Sodalizio, questo, in essere tutt’ora.

Osteria del Vicolo Nuovo - Imola - Ambra e Rosa
Osteria del Vicolo Nuovo – Imola – Ambra e Rosa

 

È un periodo pieno di fermento per Ambra. Curiosa e sempre attenta a migliorarsi, ispira la cucina, affianca Rosa in sala e gestisce con attenzione e precisione tutto il locale, continuando costantemente a perfezionarsi con la partecipazione a dimostrazioni di chef che stima.

Un’attenzione dedicata a tutti gli aspetti – dall’accoglienza, all’offerta gastronomica, alla carta dei vini – grazie alla quale, fin dalla prima edizione del 1990, l’Osteria del Vicolo Nuovo è citata nella Guida Slow Food delle Osterie d’Italia con tutti i simboli top, a cominciare dalla mitica chiocciolina. Ogni traguardo raggiunto non è mai un arrivo, ma un nuovo punto di partenza, così Ambra nel 1994 diventa Sommelier e nel 1999 Sommelier Professionista.

Gli ospiti dell’Osteria del Vicolo Nuovo hanno il piacere di assaporare una cucina d’autore, in cui i piatti – carne e pesce – cambiano non solamente al cambiare delle stagioni. Qui il menù è in continua evoluzione anche se ci sono alcuni ‘must’ sempre in carta pure in agosto come il coniglio arrosto sfumato all’Albana dei Colli Imolesi o i mitici tortellini in brodo. Il fil rouge che unisce tutto in un’armonia di sapori che conquista il palato sono le materie prime scelte con cura.

Pasta rigorosamente fresca tirata al matterello con condimenti a volte inusuali, per un’esplosione di gusto e di sapori. Ai secondi di carne e pesce si aggiungono alcune proposte vegetariane. Da non perdere, la selezione di formaggi di qualità (alcuni provenienti dai presidi Slow Food) serviti con confetture della casa. E come fine pasto i dolci casalinghi: dalla classica Zuppa Inglese ai Cannoli e infine una strepitosa Torta sabbiosa con mascarpone.

Ultima chicca ‘I colori del mezzogiorno’, con sempre una proposta di carne, una di pesce, una vegetariana ed una vegana, differenti ogni giorno.

La ricchissima carta dei vini è per scelta dedicata alle etichette nazionali, con un’unica eccezione per lo Champagne, e un occhio di riguardo alle produzioni dei Colli Imolesi.

L’Osteria del Vicolo Nuovo, un palcoscenico gastronomico in cui la magia si rinnova ogni giorno.


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