La Sfoglia

Sfoglia

 

Un detto goliardico di queste parti dice “Puoi essere bella/o quanto vuoi, ma se non sai fare la sfoglia non vai da nessuna parte“.
La Sfoglia, in dialetto “spòja“, rappresenta un vero e proprio orgoglio per i romagnoli di cui non possono fare a meno la domenica e, ovviamente, durante i pranzi delle festività.
La vera sfoglia è tirata a mano, col mattarello, fino a diventare sottilissima; le donne pratiche di questa attività vengono chiamate “sfogline“.
Un tempo la preparazione della sfoglia rappresentava anche il metro di giudizio con il quale il marito e la suocera misuravano le qualità della giovane sposa. La giovane doveva essere in grado di tirare una sfoglia a mano impastando con abilità farina e uova per poi stendere col mattarello l’impasto ottenuto.
Oggi è socialmente accettato l’aiuto della Nonna Papera (nomigliolo con cui viene chiamata la macchina per tirare la sfoglia) sia essa a manovella o elettrica, ma le vere azdore continuano imperterrite ad utilizzare il mattarello.
Dalla sfoglia nascono le prelibate tagliatelle, le pappardelle, i maltagliati ed è la base per tante paste ripiene, come i nostri amati cappelletti.

Ingredienti:

5 uova
500 gr. di farina

Preparazione

Per preparare la sfoglia è necessario disporre di un tagliere e di un mattarello.
Eventualmente si può sempre utilizzare un impastatrice e la macchinetta per tirare la pasta..ma sicuramente il risultato sarà un pò differente.
Prendiamo i 500 gr. di farina e li disponiamo a fontana sul tagliere, ovvero formando una sorta di vulcano con un buco al centro non troppo grande. Rompiamo le uova e le versiamo al centro del buco che abbiamo formato nella farina. Ora impastiamo portando con la punta delle dita la farina al centro per amalgamarla con le uova.

Prima si strizza la pasta per far assorbire le uova poi la si lavora con il palmo delle mani appoggiandosi con tutto il peso alternativamente sul polso destro e su quello sinistro.
Ogni tanto infarinate il tagliere e lavatevi e asciugatevi molto bene le mani in modo che non si formino grumi nocivi ad una buona spianatura.
È pronta quando la pasta fa le vesciche.
A questo punto per una sfoglia che trattenga bene il sugo e non sia al palato scivolosa bisogna spianarla con il mattarello: la forza deve essere pari nelle due mani in modo da rendere l’impasto liscio e alto in modo uguale.