Appunti di degustazione: “Cucina del Condominio” – Ravenna

Cucina del Condominio - Ravenna - Interno

Chi si ferma è perduto… e la nostra “cronista del gusto” Marta non si ferma mai. Oggi è andata ad assaggiare i piatti della “Cucina del Condominio” di Ravenna.

Ecco cosa ci ha raccontato.

Ragazzi…che esperienza oggi! Siamo alla “Cucina del Condominio”. Come dice il nome stesso, ci troviamo al piano terra di un condominio, in un angolo di strade strategiche e di forte passaggio a due minuti dal centro storico di Ravenna.

Vengo accolta da Matteo Salbaroli, chef di questa “Alta cucina casalinga” e da Daniela, sua attenta ed efficiente collaboratrice.

Ci troviamo all’interno di un ambiente desiderato e concepito proprio da Matteo. Un’avventura imprenditoriale nata dalla sua immaginazione che si è cimentata nel dare un’anima a questo locale, con tocchi vintage che si fondono bene col moderno.
I forti richiami al passato vogliono ricordare infatti la casa della nonna e i pranzi delle domeniche, che Matteo, non solo vuol ricreare nell’ambientazione, ma anche nella sua cucina, attraverso piatti di pasta fresca eseguita dalle sfogline che tra breve avranno anche vero e proprio laboratorio dove far sfogo alla loro manualità.

Alla “Cucina del Condominio” il“c’era una volta” è narrato da credenze antiche, bilance, macchine da scrivere, telefoni di una volta, un porta-abiti ricavato con le vecchie chiavi delle cantine, tavoli antichi e possenti, colmi di storie contadine o tavoli incantevoli, come quello a me riservato, di una macchina da cucire.
I tavoli sono lasciati nella loro semplicità, nudi, a mostrare la loro antichità. A ricoprirli simpatiche tovagliette di carta con fumetti stilizzati della vita di un condominio e dei suoi condomini, realizzate proprio da una ragazza che abita nel condominio al piano superiore del Ristorante.

Tutto dà allo spazio un armonioso equilibrio. L’uso intelligente delle lampade e vetrate, la scelta cromatica delle pareti dai toni neutri, con tocchi di colore date dai piatti di decoro ivi appesi (di cui vi svelerò a breve la storia) dona carattere e combina i due stili.
Un arredamento vintage che affascina la nuova generazione e che regala ai “senior” un tuffo nel passato, nelle case dei genitori, dei nonni o addirittura nelle proprie.
Un posto giovanile ma al tempo stesso elegante.
Sono incuriosita dai piatti alle pareti e Matteo, molto pazientemente, mi racconta la storia del “Circuito del buon ricordo”. Sono piatti speciali di ceramica, dipinti in stile popolare che venivano regalati al cliente in memoria di un piacevole incontro culinario presso il Ristorante dov’era stato a mangiare piatti locali o regionali… perché si sa lo spirito, la storia e la cultura si manifestano anche attraverso la cucina e il nostro Matteo ne ha conservati ben 40.
Il bancone all’ingresso è pura poesia, offre alla vista un mare giallo, l’oro forgiato dalle mani sapienti delle sfogline. In bella vista infatti, come nelle migliori gioiellerie, compaiono vassoi di cappelletti, passatelli, tagliatelle, ecc… Il ristorante infatti fa anche asporto: le confezioni sembrano scatole contenenti bomboniere o cioccolatini…in questo caso porzioni di pasta fresca, il nostro prezioso oro giallo.
La vera innovazione è che puoi portarti a casa anche il brodo in bottiglia: di questi tempi è  proprio una manna dal cielo per le donne che non hanno tempo di stare ai fornelli.
Matteo mi sembra un tipo riservato, poco chiacchierone ma nelle sue poche battute simpatico e perspicace. Apre una bottiglia di Albana secco “Biancobagnolo” e brindiamo assieme mentre mi viene servita l’entre’ di salame su crostini di pane, che solo a vederla mi fa venire l’acquolina in bocca.

 

Polpettine di Lesso - Cucina del Condominio - Ravenna

 

A seguire “Polpettine di lesso” su una salsina di formaggio erborinato. Quelle polpette che, quando la nonna le aveva sul fornello, gliele rubavi ancora dentro la pentola. Che leccornia! Si sciolgono in bocca. Fragranti, soffici e gustose. Un piatto povero reinterpretato aggiungendo questa salsina dal sapore deciso che lascia il segno. Un nuovo modo di presentare il bollito ma soprattutto un’alternativa anche agli intolleranti al glutine, perché senza pangrattato bensì con farina di riso.

 

Tomino - Cucina del Condominio - Ravenna

 

Matteo e Daniela decidono di farmi assaggiare la nuova proposta del menù, che cambiano circa ogni due/tre mesi, il “Tomino con pane insaporito alle erbe su letto di radicchio brasato al vino rosso e pomodori confit“.
Lo chef è orgoglioso di questo piatto di sua invenzione perché gli ricorda i suoi inizi in ristoranti di montagna, ma soprattutto perché valorizza un piatto altrimenti semplicissimo. La panatura è buonissima, delicata sul formaggio che si scioglie prudentemente e va a rilassarsi sulle lenzuola viola purpuree di radicchio che col suo sapore amaro contrasta la dolcezza del pomodoro confit. Una fusione davvero ben riuscita, perché si sa, gli opposti si attraggono.

 

Cappelletti in brodo - Cucina del Condominio - Ravenna

 

Dopo questa scorpacciata, ecco presentarmi “l’imperatore ravennate”: il “Cappelletto in brodo”. E qui Artusi darebbe il premio del cappelletto d’oro a Matteo.  Il piatto di portata mi fa quasi commuovere: una vecchia ciotolina bianca coi bordi blu di quelle di alluminio di una volta, che tutti abbiamo visto nelle case delle nostre nonne.
Che profumo! Rimango per due minuti a respirare l’aroma sprigionato da questo piatto. Il brodo è di un colore accesso, quasi arancio. Incuriosita chiedo la ricetta. Il brodo, con giusto punto di sale, immancabilmente di verdure, cappone e manzo, ha un’aggiunta di patate e pomodoro che gli danno quella densità, corposità e quel colore acceso come il mare illuminato al tramonto ma soprattutto gli infonde un sapore squisito. Il re indiscusso però è il cappelletto! Percepisci tutti gli ingredienti: il ripieno corposo di parmigiano reggiano, la scorza di limone e la noce moscata. In questo piatto la bravura e la maestranza di sfogline si fondono con l’abilità dello chef.
Beh cosa dire…io un giro alla “Cucina del Condominio” ve la consiglio vivamente. Sarà sicuramente un’esperienza indimenticabile.

Marta Cordisco


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