San Giovanni e le antiche tradizioni del nocino

Mallo delle noci acerbe per il nocino casaligo

 

La notte di San Giovanni, tra il 23 e il 24 giugno, racchiude in sé migliaia di anni di storia e tradizioni che ci riportano ad un passato misterioso e un po’ magico.

Si tratta di un periodo dell’anno prossimo al solstizio d’estate e come tale ricco di significati ancestrali legati a riti magici, credenze popolari e cerimonie propiziatorie.

Numerose le nazioni in cui questa speciale notte viene celebrata con ‘fuochi’, senza dubbio di origine celtica, mentre nei paesi di lingua anglosassone, inizialmente denominata Midsummer’s Eve si è poi trasformata in i St. John’s Eve: la notte di San Giovanni, appunto.

Secondo le credenze popolari è una notte in cui il mondo naturale e soprannaturale si incontrano e accadono ‘cose strane’ come narra Shakespeare nel ‘Sogno di una notte di mezza estate’

È la notte in cui si raccolgono piante e foglie comuni che però – appunto perché raccolte in questo particolare momento – diventano miracolose, le famose “erbe di San Giovanni”, ma è anche la notte in cui streghe e demoni si riuniscono in terribili consessi infernali,  sotto l’albero del noce, per secoli considerata una pianta demoniaca e simbolo maligno. Su tutte, emblematica la storia del famoso “noce di Benevento”.

La leggenda medievale narra, infatti, che tutte le streghe volassero nel cielo per radunarsi sotto il Grande Noce di Benevento. Il Grande Albero rappresentava la congiunzione tra naturale e soprannaturale, tra terra e cielo…

Il nocino si inserisce in queste antiche usanze e, all’interno della tradizione italiana del ‘fine pasto’, occupa un posto d’onore. Per la sua preparazione, alla raccolta dei frutti di noce ancora acerbi, segue la loro macerazione in alcool, un modo per estrarne il ‘nettare’ magico, rimedio per tutti i mali e dotato di virtù magiche.

In Romagna quella del nocino casalingo è un’usanza che ancora sopravvive nelle aree rurali dove è più facile reperire i malli delle noci acerbe. Nella notte di San Giovanni, secondo la tradizione, incaricata di raccogliere le noci migliori per la preparazione di questo distillato è la donna più esperta che sceglie personalmente quali noci raccogliere.

Il nocino si presenta come un liquore dal colore scuro, e dall’aspetto denso. Può essere servito a fine pasto come digestivo. Può essere usato, inoltre, come tonico e contro i disturbi del fegato. Ovviamente esistono diverse varianti nella preparazione del nocino tramandate di famiglia in famiglia. Potete trovare quella in uso in Romagna nella sezione dedicata alle ricette della tradizione.

Ricetta del nocino