A tu per tu con Roberto Bagnolini del Ristorante Al Deserto di Cervia

Panorama Ristorante Al Deserto CerviaIl ristorante Al Deserto di Cervia e le Saline, una storia lunga più di settant’anni, quando dall’entroterra arrivarono qui due intraprendenti coniugi che, un po’ per gioco un po’ per necessità, decisero di aprire un chioso di piadine.

Da allora, ne è stata fatta di strada, e quest’anno Roberto Bagnolini, chef e patron del locale, nonché figlio dei fondatori, può con orgoglio festeggiare i trent’anni di attività da che il ristorante è passato nelle sue mani. Le Saline sono un luogo unico, qui l’atmosfera diventa rarefatta, il tempo rallenta e la natura ritorna protagonista. Avere un locale che si affaccia su questo panorama, al limitare di un raro angolo di quiete, è un privilegio da custodire gelosamente e Roberto Bagnolini ne è ben consapevole. Noi lo abbiamo intervistato chiedendogli di parlarci delle origini del ristorante Al Deserto, della sua filosofia di cucina e di quello che si auspica per il futuro.  Ecco cosa ci ha raccontato.

Roberto, quando nasce il ristorante?
“Il ristorante Al Deserto è un locale ereditato dai miei genitori che, negli anni 50, decisero di aprire un’attività. Pensata allora per essere un chiosco di piadine romagnole, con il tempo si è trasformata, fino a diventare nel 1964, un vero e proprio ristorante con vista sulle saline di Cervia, nonché un importante punto di riferimento per lo sviluppo della ristorazione romagnola.”

A proposito delle Saline, come questo elemento ha giocato a suo favore?
“Una delle caratteristiche del mio locale è proprio quella di affacciarsi su una meraviglia naturale: le Saline, diventate Riserva Naturale nel 1979. Oltre a rappresentare una splendida cornice ambientale, il paesaggio delle Saline è anche una apprezzata attrattiva turistica. Negli ultimi anni, inoltre, il sale è diventato un elemento di alta cucina, tanto da poter essere sfruttato sia come ingrediente principale, sia come decorazione per i piatti.”

antipastoCome definisce la sua cucina? E quali sono le sue specialità?
“Ciò che conta per me è la capacità di sorprendere e stupire positivamente i miei Clienti. Desidero che chi mangia nel mio ristorante esca soddisfatto e con la voglia di tornare.

La mia è una cucina di sperimentazione continua; sono costantemente alla ricerca di nuove ricette e nuovi gusti. Ogni mattina, quando vado a fare la spesa, compro i prodotti che reputo migliori e penso a come poter accontentare chi si siederà a tavola. Il mio punto di  forza è anche avere un’ottima squadra di professionisti che, come me, cercano sempre di dare il meglio.”

Quali piatti propone per questi mesi autunnali?
“Per questo autunno ho deciso di riservare ai miei clienti alcune gustose sorprese. Nel mese di novembre ho inaugurato l’iniziativa “i quattro venerdì”, cominciata il 6 novembre. Ogni venerdì del mese propongo serate a tema con menù tipici. Abbiamo iniziato con “Non solo porcini” , a base di pesce e porcini, il 13 novembre sarà la volta di “Non solo Baccalà” per poi proseguire con “Non solo canocchie” il 20 novembre e “Non solo castagne” l’ultimo venerdì del mese.

Qual è il Cliente tipo di “Al Deserto”?
“Tutti coloro che amano mangiare del buon pesce, trovare prodotti di qualità e sentirsi come a casa. Per me è fondamentale che i Clienti abbiano la sensazione di sentirsi in famiglia e cerco di tramettere a tutti questo calore con la mia accoglienza. La principale soddisfazione? Quando arriva qualcuno con un semplice passaparola e riamane entusiasta. Questa è la mia più grande vittoria.”

Prospettive future?
“Nel 2015 festeggio 30 anni di ristorazione e questo rappresenta per me un importante traguardo. Mi dedico a questo lavoro per divertimento e soddisfazione personale, solo in un secondo momento penso al guadagno. La speranza è quella di poter continuare a migliorare e a sperimentare perché la cucina è soprattutto arte e passione.”

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